Cosa sono le fotocamere digitali?

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Dalla fine degli anni ’90 agli esordi del nuovo millennio, la tecnologia ha vissuto un boom di cambiamenti dove da strumenti e sistemi analogici, tutto si è evoluto in digitale. E così dalla musica, i video, le immagini, le fotografie, da analogiche di sono trasferite in massa su supporti digitali.

Come ogni invenzione però, nulla nasce dal caso, e da una improvvisa idea.

Tutto si sviluppa da necessità precedenti e a volte anche da discipline e ricerche del tutto nuove. Come il cinema è nato grazie al teatro e ai giochi di illusionismo, anche la fotografia nasce grazie ad altri ambiti scientifici, e non solo. L’arte stessa fu viatico per la nascita della fotografia.

La componente è principalmente meccanica, con l’idea di intrappolare immagini tramite sistemi di luci chiuse in camere oscure. La fotografia ha origini antichissime, e andando a ritroso nel tempo si arriva agli antichi greci e arabi. Lo stesso Leonardo antesignano di innumerevoli invenzioni, progettò una sorta di camera oscura che intrappolava e proiettava delle immagini al suo interno. L’uso della lente fu introdotta a metà del ‘500, come pure il diaframma.

La fotografia ha una lunga storia alle spalle, che ha permesso di divenire come la conosciamo oggi ufficialmente nel 1839, grazie al francese François Jean Dominique Arago.

 

La fotocamera digitale: come nasce

Come ogni nuova tecnologia, l’oggetto e la sua lavorazione nascono molto tempo prima della sua immissione sul mercato. Come anche i primi PC, ne esistevano modelli decine di anni prima che diventassero dispositivi ad uso comune. Questo perché ogni oggetto tecnologico ai suoi esordi è molto costoso sia nella produzione, e sia nella vaga ipotesi di distribuirlo. Oltretutto è infinitamente impreciso, se paragonato all’oggi, e con una qualità scarsissima. Spesso nasce per scopi strettamente scientifici, come la prima fotocamera digitale, che fu sviluppata a finire degli anni ’60 per fini spaziali. Possiamo dire che è grazie alla corsa allo spazio tra americani e russi, che oggi possiamo usufruire di questo strumento per immortalare immagini.

All’epoca uno strumento del genere era davvero primitivo, e prima che arrivasse alla qualità attuale ci vollero parecchi anni. Nonostante la sua presenza la macchina fotografica analogica gli era assolutamente superiore, sia come resa, sia come strumentazione.

Una fotocamera digitale era davvero limitata, e non permetteva ai fotografi di regolare la macchina per ottenere i risultati di una vera fotografia. Ci volle davvero molto tempo prima che il digitale assumesse gli aspetti e le caratteristiche degne di un fotografo professionista.

Questo perché per quanto possa sembrare un’azione meccanica quella del fotografare, in realtà tutto dipende dalla mano del fotografo, che decide ogni minimo dettaglio grazie alla regolazione di tutta la strumentazione, dall’obiettivo, le ottiche, mirino, e così via.

 

Il cambiamento che convince il passaggio dall’analogico al digitale

E’ grazie alla reflex digitale che il fotografo può ancora agire sulla fotografia, di modo che non diventi una azione adottata esclusivamente dalla macchina, ma che continua a dipendere dalla sensibilità e artisticità umana.

A metà degli anni ’90 le grandi aziende dedite alle macchine fotografiche cominciano a produrre le reflex per fotografi professionisti. Così Canon, Leica, Kodak, e Nikon, offrirono alla propria clientela che da loro acquistava fotocamere analogiche, il digitale!

 

Come è fatta una fotocamere digitale

La fotocamera digitale si differenzia da quella analogica sostanzialmente per l’uso del sensore anziché della pellicola. E’ il supporto su cui si proietta l’immagine in sostanza a determinarne la tecnologia.

Rispetto alla macchina fotografica tradizionale, la qualità di immagini viene determinata dalla risoluzione, ovverosia i pixel.

Il pixel dipende esclusivamente dalla qualità del sensore. Il sensore altro non è che la versione digitale della pellicola, è questo a trasformare il segnale luminoso in segnale elettrico.  I sensori utilizzati sono il CCD o il più comune CMOS. Il CCD è qualitativamente superiore quando viene utilizzato per fotocamera di livello più alto, ma ha il difetto di essere più lento e avere costi maggiori.

Per comprendere la qualità del sensore bisogna tener da conto: il rumore che genera in condizioni di bassa luminosità, il numero di pixel, maggiori sono, migliore sarà la risoluzione della fotografia.

La dimensione del sensore comporta anche il formato della fotografia. Ad oggi per riportare il formato ai 35 mm delle vecchie macchine fotografiche, è stato creato il sistema Full Frame.

 

A cosa serve la risoluzione

Ci si domanderà, ma a cosa serve aver una più alta o bassa risoluzione? Questa in poche parole dipende dall’uso finale che se ne farà della fotografia.

Se ad esempio si devono utilizzare le fotografie per fruirne via video, non è fondamentale l’alta risoluzione. Mentre è indispensabile quando si parla di stampa. Sì perché nel digitale è fondamentale la qualità del singolo dettaglio, più si vorrà fare una stampa grande, più la risoluzione della nostra fotocamera dovrà essere alta.

Per catturare ogni minimo dettaglio, e riportarlo in modo pulito, è assolutamente necessario che la quantità di pixel sia elevata. In digitale tutto fa e dipende dalla risoluzione, e la stampa necessita di miriadi di dati digitali per essere perfetta.

Facendo un esempio, per una comune fotografia da 14 cm per un buon risultato di stampa sono necessari solo 1-2 megapixel. Invece se si deve stampare un formato A4, che corrisponde al foglio di un quadernone, i megapixel dovranno essere 2-3.  Per un poster che generalmente misura 50×70 cm, i megapixel necessari saranno almeno 5. Da qui si capisce quanto le moderne fotocamere oggi abbiano una risoluzione tale da garantire in qualsiasi formato di stampa, un risultato  più che ottimale.

 

La possibilità della memoria

Con le fotocamere digitali si ha qualcosa che prima con le analogiche non era possibile: tenere in memoria ogni scatto. Ogni fotocamera digitale possiede una sua memoria interna che registra ogni immagine, generalmente con le compatte oltre la memoria interna c’è l’opportunità di salvare le foto direttamente su una memoria esterna, con una semplice Micro SD. Questa variante è utile anche per un trasferimento veloce su altro dispositivo, anche se di norma ormai si utilizza il bluetooth. Ma non da sottovalutare anche in caso di nuovo acquisto, la Micro SD è una memoria che viaggia da un dispositivo all’altro, tenendo con sé le immagini anche quando la fotocamera verrà sostituita, senza perdere nulla. E’ sempre consigliabile utilizzare una memoria esterna proprio per non rischiare di perdere per sempre i dati.

All’interno della fotocamera digitale la memoria solitamente utilizzata è quella EEPROM Flash. La tecnologia  flash serve a ripartire la memoria di modo che la lettura dei dati sia più rapida possibile.

 

I formati delle immagini

E’ importante conoscere anche in quali formati vengono salvate le immagini dalla fotocamera stessa. I formati poi potranno anche essere convertiti in altri a seconda dell’utilizzo. Come ad esempio il png che viene usato quanto si vuole rendere a fondo trasparente un oggetto, o soggetto, per poter essere trasferito sul web, o per la stampa decorativi di capi e accessori.

In ogni caso la fotocamera ha suoi formati standard, e sono il jpeg, quello che si trova soprattutto nelle fotocamere di fascia medio-bassa, ossia le compatte. C’è poi il tiff che permette grandi formati senza perdita di dettagli. Infine il raw, il formato migliore, quello usato dai professionisti per intenderci.

 

Non solo foto, ma anche video!

Già un’altra caratteristica delle fotocamere digitali, è quella che consente oggigiorno di girare dei video, modelli avanzati consentono persino di girare video a livello cinematografico!

Inizialmente la qualità video era standard, ma mano a mano si è passati all’HD, al Full HD, e oggi persino il 4K.

I video girati possono avere la lunghezza di alcuni minuti, questo dipende dalla memoria, utilizzando ad esempio una micro SD con memoria più grande, si potranno allungare i tempi di minutaggio. Con una scheda da 8 GB, si può girare un video di circa 15 minuti.

 

Com’è al suo interno una fotocamera digitale

Vediamo in modo semplice come è fatta una fotocamera digitale, per capirne meglio anche il suo utilizzo.

La macchina ha un preciso ordine in cui tutti gli elementi vengono posizionati, tutti volti a far passare la luce in modo corretto e registrare, nel caso del digitale, i dati.

Come è stato detto in precedenza la macchina fotografica che sia analogica o digitale funziona allo stesso identico modo, a cambiare è solamente il ricevente della luce, nel primo la pellicola, nel secondo il sensore.

Come viaggia la luce

Quindi la luce passa attraverso l’obiettivo, e va a colpire lo specchio che si trova dentro il corpo della macchina, per capirci si trova all’interno di ciò che impugniamo. Lo specchio serve per deviare la luce e portarla nel pentaprisma. Quest’ultimo è una sorta di anticamera che ci consente di vedere l’immagine che vogliamo scattare nel mirino. In tutto e per tutto, questo movimento della luce è identico a quello che avviene nell’occhio quando vediamo.

Il pulsante per lo scatto servirà per far incidere attraverso la luce l’immagine, che andrà sul sensore. Al momento dello scatto lo specchio e la tendina dell’otturatore si alzano.

Non tutte le fotocamere hanno lo specchio, questo è presente essenzialmente nelle reflex. L’eliminazione dello specchio è nuova tecnologia che ha portato di fatto alla nascita delle mirrorless. Anche le compatte hanno un funzionamento senza specchio. La luce i questi casi va a colpire direttamente il sensore, facendo per così dire, un viaggio dritto.

Quando una fotocamera è concepita senza specchio, difatti vediamo l’immagine direttamente e solamente dal display. Oppure può essere presente un mirino elettrico, che simula il mirino tradizionale a specchio (che sia analogico o digitale).

Si sta virando alla rimozione dello specchio per una questione di praticità e leggerezza, in questo modo il corpo della macchina può essere più piccolo. Oltretutto risultano essere più veloci nella messa a fuoco e nello scatto. Si riducono ovviamente anche i movimenti interni, dato che non c’è lo specchio che si sposta. In questa maniera si evita un micro mosso, che si può creare con lunghe esposizioni.

Il difetto del senza specchio sta nel fatto che tale fotocamera consuma più energia.

 

La comodità del display

Il display di fatto sostituisce il mirino, anche se come abbiamo visto il mirino classico, detto ottico, può essere presente quando diventa mirino elettrico. Il mirino elettrico è anch’esso un mini display, che risolve l’assenza dello specchio che proietta l’immagine sul pentaprisma.

Siamo generalmente abituati ad un display fisso, soprattutto quando ci si riferisce alle fotocamere compatte. Oggi però è possibile trovare, anche piuttosto facilmente, dei display posteriori orientabili. Comodi ed innovativi. Questi vanno scelti a seconda delle proprie esigenze.

Generalmente sono comodi per scattare foto potendo mettere la macchina in qualsiasi posizione, e poter controllare l’immagine che con display fisso non riusciremmo a tener d’occhio.

Immaginiamo una scena tipo: quando si ha bisogno di portare la macchina sopra la testa per inquadrare una scena posta in alto, in questi casi non riusciremmo a vedere se effettivamente stiamo inquadrando ciò che volevamo. Orientando il display invece, qualsiasi sia la maniera in cui posizioniamo la nostra fotocamera, sappiamo esattamente come e cosa si sta inquadrando. Anche per farci un selfie, con un display orientabile, possiamo scattare un autoritratto di altissima qualità.

 

A chi affidarsi, tipologie di fotocamera digitale, e prezzi

Molti sono i grandi marchi noti al pubblico, che si parli di amatori o professionisti. Senza alcun dubbio i marchi tra cui scegliere, e questo dipenderà dal gusto personale e da ciò che cerchiamo in una macchina, ci daranno la maggior garanzia di successo nell’ambito fotografico.

I punti saldi sono Canon e Leica, aziende che da sempre hanno mostrato un particolare accorgimento al mondo dei fotografi professionisti. Poi c’è la Nikon, altro brand storico, che rivaleggia in maniera egregia con le già citate.

Altra grande azienda che ha fatto storia e offre un prodotto differente e unico, è certamente la Polaroid, che dà il nome anche alla fotografia stessa scattata e stampata istantaneamente dal corpo stesso della macchina. Un must! Anche Kodak ha una sua grande storia, a lei si deve proprio la nascita della fotocamera digitale. Oltre che alle sue storiche pellicole.

Questi i marchi che producono esclusivamente prodotti fotografici.

Ci sono poi diverse tipologie di fotocamera. La compatta è quella maggiormente usata sia per la semplicità che per i costi: dagli 80-130 euro.

La reflex, idonea a livello professionistico, ha costi dai 500 euro fino anche a 400 euro.

La mirrorless, può essere acquistata da 300 euro fino ai 2000 euro.

Infine c’è la bridge, è un ibrido tra una compatta e una reflex. I suoi costi si aggirano sui 300 euro.

Da sempre amante delle Arti, in ogni sua forma, dalla pittura alla nuova forma d’arte della fotografia. Per questo mi interessano gli strumenti per riprodurre le immagini in modo più fedele possibile, con un tocco di artisticità.

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