Le migliori fotocamere digitali tascabili del 2020, costi

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Il mondo delle fotocamere digitali non si ferma mai ed è in costante aggiornamento, di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie che gli si possono applicare. Mantenersi aggiornati e restare in scia può risultare per questo una corsa senza fine; già chi ha sviluppato una certa cultura dell’argomento potrebbe riscontrare delle difficolta, figurarsi chi gli si avvicina per la prima volta. E, se siete dei neofiti, è probabile che cerchiate un prodotto entry level, che magari non richieda troppe conoscenze e sia anche di facile trasporto. Se pensate sia impossibile l’esistenza di una fotocamera con queste caratteristiche siete nel post giusto; ecco per voi una guida alle migliori fotocamere tascabili.

 

Tascabili e compatte

Con fotocamere digitali tascabili ci si riferisce al mondo delle compatte, le piccole sorelline delle sempre performanti reflex. Per quanto queste fotocamere siano state inizialmente trattate quasi come giocattoli dagli esperti del settore, con il passare del tempo, e grazie alle migliorie specifiche tecniche apportate, si sono accaparrate una fetta di mercato degna di rispetto; così come degne di rispetto risultano le foto che possiamo scattare grazie a queste ottiche. Questo genere di fotocamere prende il nome dalle dimensioni veramente ridotte, formate da un’unica struttura in cui sono collocati sia i sensori che l’obiettivo. Appare chiaro come le ridotte dimensioni, soprattutto in relazione all’obiettivo, causino una perdita di qualità rispetto a delle fotocamere più ingombranti e che magari consento l’utilizzo di diverse ottiche.

Le fotocamere tascabili, o compatte, sono, tra le altre cose, degli ottimi strumenti per affacciarsi al mondo della fotografia grazie alle impostazioni parametriche automatizzate che, nelle mani di un neofita, eviterà che i nostri scatti vengano rovinati da errori umani.

Un punto debole

Se c’è una componente delle fotocamere digitali compatte che va valutata con attenzione, questa è sicuramente lo zoom. Lo zoom delle macchine fotografiche compatte non è tendenzialmente molto esteso per preservare la praticità dell’oggetto evitando di allungare eccessivamente l’obiettivo. Tralasciando le particolarità di alcune compatte create appositamente che arrivano ad avere un obiettivo anche di 200 mm, di solito le tascabili montano degli obiettivi che si estendono tra i 24 mm e i 70 mm, non molto performanti. Per questa ragione le fotocamere digitali compatte sono dotate anche di uno zoom digitale, questo però non farà altro che “ritagliare” una porzione di inquadratura; così facendo si avrà si un ingrandimento dell’immagine ma di contro anche una drastica riduzione della qualità dello scatto effettuato.

Lo zoom è sicuramente una delle parti meno solide delle fotocamere compatte, sacrificato sull’altare della leggerezza, le mancanze di questa componente sono parzialmente compensate dalla presenza di uno zoom digitale che, comunque, causerà considerevole perdita di qualità.

Facilità di utilizzo

La caratteristica che più stuzzica delle fotocamere compatte, o tascabili, è sicuramente la maneggevolezza e la praticità. Proprio come suggerisce il nome, le dimensioni contenute permettono di portare queste fotocamere sempre con se. Inoltre, la funzione di regolazione automatica dei parametri principali, permette di poter semplicemente inquadrare e scattare, senza dover perdere tempo nella regolazione delle impostazioni. Questo, è bene ricordarlo, permetterà si ottenere sempre una buona immagine, ma non consentirà di dare sfogo alla parte artistica della fotografia, quello che otterremo, saranno delle cartoline, sicuramente di buona qualità, ma con scarsa personalità.

Le fotocamere digitali compatte sono di sicuro le più semplici da utilizzare. Basta inquadrare e scattare e grazie alla regolazione automatica dei parametri, che insieme formano il triangolo dell’esposizione, si otterrà il massimo della resa possibile; tuttavia, chi ambisce ad un livello fotografico più artistico, potrebbe rimanere deluso, molto meglio indirizzarsi verso delle fotocamere, sicuramente più costose, ma che consentono maggiore liberti al momento del setting.

Il sensore si fa grande

Il sensore è sicuramente una delle parti più importanti da valutare al momento dell’acquisto. È la parte della fotocamera che assorbe la luce e la trasforma in impulso elettrico, quindi la qualità di questa componente avrà un grande ascendente sulle nostre foto. Se, a gli albori delle fotocamere digitali queste componenti, nelle compatte, venivano trascurate, oggi non è impossibile trovare delle macchine fotografiche digitali compatte che montino sensori di prima fascia; tra i vari modelli continuamente lanciati nel mercato spiccano sempre più quelli dotati di sensori APS-C o addirittura dei sensori Full frame.

Il sensore è forse la componente che negli anni ha fatto maggiori progressi. Un tempo i modelli più grandi come i full frame erano a panneggio esclusivo delle reflex, oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, iniziano ad essere implementati anche su fotocamere più piccole ed economiche.

Il diaframma

Un’altra componente di estrema importanza è il diaframma, lo strumento che regola la quantità di luce che attraversa l’obiettivo per poi imprimersi sul sensore. Composto da una serie di lamine mobili, che permettono di allargare e restringere il foro di ingresso della luce; si può paragonare in tal senso all’iride dell’occhio. È evidente come maggiore sia il diametro del diaframma, maggiore sarà la quantità di luce che lo attraverserà; ciò permetterà di ritrarre immagini anche in caso di scarsa illuminazione senza dover aumentare i tempi di posa. Ciò risulterà molto utile per evitare sfocature e il tanto fastidioso effetto mosso.

L’apertura del diaframma si misura con gli stop. Partendo dall’apertura media, il passaggio ad uno stop superiore o inferiore si raddoppierà o si dimezzerà la quantità di luce che andrà a impressionare il sensore.

Il mirino ottico

Come detto in precedenza, le fotocamere digitali tascabili, sono spesso automatizzate nella regolazione di parametri come tempi di esposizione ISO e apertura del diaframma; a noi non resterà che la scelta dell’inquadratura. Proprio in virtù di ciò la qualità di un mirino che permetta di inquadrare al meglio il nostro scatto è quantomai fondamentale in queste fotocamere. L’ideale sarebbe indirizzarsi verso una fotocamera tascabile che abbia anche un mirino ottico, sempre meno frequente, purtroppo, nelle compatte. Il mirino ottico, ricalcando la visone umana, sarà sempre lo strumento migliore per le nostre inquadrature. Inoltre l’utilizzo del mirino ottico con le fotocamere tascabile potrebbe fungere da trampolino di lancio per un eventuale passaggio a fotocamere digitali di fascia superiore.


Studente di filosofia presso l’università di Catania, districo la mia vita tra lo studio e le mie numerose passioni. Cinema, fotografia, arte e progresso tecnologico sono per me una fonte inesauribile di interesse e, a volte, di distrazione che mi porta a distaccarmi dalla realtà alla ricerca di nuove prospettive.

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