Cosa sono e come si usano le fotocamere digitali monocromatiche?

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Le fotocamere digitali contemporanee offrono la possibilità di esaltare o dare la precedenza ad un colore oppure ad un altro al momento dello scatto. C’è però una verità incontrovertibile che va tenuta in considerazione; i colori non esistono. Per quanto possa sembrare assurdo, i colori non sono altro che uno strumento creato dal nostro cervello per permetterci di distinguere le varie frequenze di luce che percepiamo.

La storia della fotografia stessa può fungere da esempio. Infatti, per quanto l’acquisizione dei colori ha fatto passi da gigante, il punto di partenza resta e resterà sempre legato all’acquisizione di immagini monocromatiche. Sarà per questo, e in tal senso è un percorso simile a quello fatto dal cinema, che la fotografia in bianco e nero è rimasta sempre una parte non trascurabile tra gli interessi degli appassionati.

Con le macchine fotografiche analogiche era sufficiente modificare la pellicola per adattarsi a questa esigenza. Oggi, a meno di fornirsi di una fotocamera digitale creata ad hoc, cosa che comporta una spesa non indifferente, bisogna imparare a districarsi tra i vari parametri e impostazioni dei nostri corpi macchina.

 

Cos’è la fotografia monocromatica

La fotografia monocromatica, o fotografia in bianco e nero, viene considerata un’espressione meno orientata al realismo della sua controparte a colori. Tendenzialmente la scelta di ricorrere al bianco e nero è dettata dalla volontà di concentrarsi più sulle forme e sulle sfumature dei nostri scatti. In virtù di ciò il monocromo è indicato per fotografie di strutture architettoniche, per i ritratti o per fotografie di paesaggi con un forte contrasto come potrebbero essere le composizioni con una grande porzione di cielo, o di uno specchio d’acqua.

La monocromia è ottima anche applicata ad oggetti con delle texture molto marcate, come ad esempio la corteccia di un albero, facendone risaltare gli intarsi e giochi di luce. Ci si può anche dedicare alla cattura di immagini rappresentanti nature morte o di dettagli, facendo assumere ai nostri scatti un’aria tendente al surrealismo.

La fotografia monocromatica differisce da quella tradizionale perché tende a concentrarsi più sulle forme e sulle vie di fuga delle immagini catturate. Affacciandosi a questo mondo bisognerà studiare con attenzione il soggetto della foto e chiedersi come il colore, il materiale di cui è fatto e la luce che riflette verranno resi in bianco e nero.

La post-produzione

Indubbiamente il sistema più sbrigativo per ottenere foto in bianco e nero è la post-produzione. Basterà infatti eseguire un normale scatto con un qualsiasi tipo di fotocamera digitale e, una volta acquisito, modificarlo dal nostro pc con un apposito programma. In alternativa se il software della fotocamera lo permette, si potrà passare al monocromatico subito dopo aver effettuato lo scatto. Come detto è una soluzione sbrigativa, il risultato quindi potrebbe non essere ottimale. Il passaggio da cromatico a bianco e nero potrebbe causare la perdita di sfumature, rendendo quindi la foto più piatta.

La post-produzione è il metodo più veloce per ottenere foto in bianco e nero. Questo a patto che si abbia il tempo e le capacita di elaborare l’immagine attraverso un programma di editing; il passaggio dal colore al monocromo potrebbe infatti causare una perdita di sfumature o rumore dell’immagine.

Gli strumenti

Non tutti gli strumenti a nostra disposizione garantiscono infatti una resa ottimale. Un esempio lampante di ciò, lo si ha quando, operando da pc, si decide di ridurre al minimo la saturazione del colore per ottenere l’effetto monocromatico. Questo, oltre alle già citate limitazioni, potrebbe causare l’aumento del rumore e rovinare il nostro scatto. Un’altra possibilità è data dalla funzione “scala di grigi” che rimuoverà le informazioni relative al colore del nostro file. Anche in questo caso non c’è però alcun controllo delle sfumature che ne risulteranno.

Tuttavia, anche questo problema può essere risolto con i giusti strumenti di post-produzione e un po’ di pazienza. Una scelta più elaborata è quella di applicare al livello selezionato (le moderne applicazioni di foto-ritocco sfruttano infatti una tecnologia a livelli che può ricordare l’utilizzo degli stencil) una mappa sfumatura. Una volta aggiunta questa funzionalità si dovrà scegliere come parametri della scala il bianco e nero.

Così facendo si otterrà una scala di grigi più variegata, pur non avendo ancora la possibilità di gestirla in prima persona. In definitiva la soluzione migliore per avere una certa padronanza del risultato finale è quella di creare un livello di regolazione bianco e nero. Questa possibilità è però consigliata solo ai più navigati nel mondo della post-produzione. poiché richiede una conoscenza approfondita del programma e dei parametri da modificare per evitare che il nostro scatto ne risulti rovinato.

Gli strumenti della post-produzione sono spesso limitanti nella resa della scale di grigi, mentre gli strumenti che ti lasciano più libertà devono essere accompagnati da una approfondita conoscenza del programma utilizzato.

Scattare in bianco e nero

Il metodo migliore per ottenere dalle nostre fotocamere digitali delle foto monocromatiche è senza ombra di dubbio quello di impostare preventivamente la macchina fotografica per scattare in questo formato. Questo permetterà al sensore di assorbire al meglio la luce e di processarla secondo le infinite tonalità di grigio possibile. Quasi tutte le fotocamere digitali sono ormai accessoriate di questa funzionalità.

Basterà aprire il menu di impostazioni e selezionare la voce apposita tra le opzioni. Una volta impostata su monocromatico si è pronti per regolare quelli che sono i veri e propri parametri dello scatto, quindi i tempi di otturazione le iso e l’apertura del diaframma. Sarà fondamentale in tal senso la gestione dell’ingresso della luce. Decidendo di  sovraesporre o sottoesporre la foto si avranno risultati completamente diversi. Si dovrà inoltre operare sia sul bilanciamento del bianco a seconda delle esigenze che sulla profondità dei bits. Va ricordato infine che per scattare in bianco e nero sarà opportuno scegliere come qualità di immagine la RAW.

Scattare in bianco e nero è sempre la scelta migliore per poter garantire la massima resa ai nostri scatti. Attraverso la gestione dei parametri legati all’esposizione o al bilanciamento del bianco si può rendere la proprio foto unica

Conclusioni

Il mondo della fotografia monocromatica è sicuramente affascinante ma, a meno di voler spendere molti quattrini per una fotocamera esclusiva per il bianco e nero, bisogna imparare ad utilizzare complessi mezzi di post produzione o ad impostare la nostra fotocamera nella maniera opportuna. Ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo non sembra un’opzione plausibile ma se ci si dedica con passione a questa attività i risultati saranno sicuramente mirabolanti.


Studente di filosofia presso l’università di Catania, districo la mia vita tra lo studio e le mie numerose passioni. Cinema, fotografia, arte e progresso tecnologico sono per me una fonte inesauribile di interesse e, a volte, di distrazione che mi porta a distaccarmi dalla realtà alla ricerca di nuove prospettive.

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